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L'ARTE DI ALESSIA OLIVA

di Giuseppe Martini

 

 

Il percorso che ogni artista sceglie è sempre unico e irripetibile. Ci sono percorsi sorprendenti, folgoranti. È stato così per Alessia Oliva. Una divorante spinta creativa ha bruciato in lei fin dall'adolescenza, trascorsa tra libri e stampe dei grandi artisti, musei e mostre. Affascinata dall'attività artigianale orafa paterna, pur non esistendo corsi specialistici, ha subito imparato il mestiere, affinandolo grazie al lungo e paziente tirocinio presso il mastro orafo Nobile, da cui ha appreso le minuziose tecniche e i segreti per plasmare il metallo prezioso.

L'incontro negli stessi anni con lo scultore Mario Molteni che, nel suo studio ossolano, non solo ne ha scoperto, ma ne ha anche saputo far emergere le peculiarità creative, ha portato Alessia ad una matura e completa espressività, perfezionatasi successivamente nell'amicizia nata con l'incisore milanese Pietro Diana. Così, sperimentando ogni possibile tecnica e mezzo espressivo, è nato e cresciuto in lei un nuovo ed inesplorato concetto artistico del gioiello.

La sua attenzione è da sempre attratta in particolare dagli anelli, di cui presto riscopre la funzione simbolica: portato al dito dai potenti di ogni epoca fin dalla più remote, “l'anello è segno di uno status, dell'appartenenza ad una categoria; esprime l'autorità di chi lo indossa e usato come sigillo, trasferisce ed applica i principi che rappresenta”.

Alessia, lavorando l'oro come un pittore farebbe con i colori su una tela, ne decostruisce, superandole, le funzioni meramente decorative e trasforma ogni oggetto di oreficeria in un'entità artistica unica, un'opera irripetibile che trae la propria esistenza da sé stessa. Ogni suo pezzo diventa così un racconto di purezza formale, di rigore estetico e di ricerca tecnica, che non necessita di essere indossato ma che, posto a contatto con il corpo, sembra appropriarsene, avvilupparsi ad esso come un dipinto alla cornice.

-L'oro - dice Alessia con quel suo linguaggio schivo e sintetico – è un metallo caldo, vivente, capriccioso. Non lo si può dominare con la forza e la costrizione, bisogna vincerlo lentamente, domarlo con dolcezza, condurlo con pazienza ad esprimere la forma che si desidera infondergli, a diventare poesia.

I suoi lavori, materici e contrastati, morbidi e spigolosi insieme, sono luminose invenzioni d'arte nell'oro e pezzi di ineccepibile perfezione tecnica, opere di dirompente fisicità che manifestano nella loro sognante eleganza un'inattesa leggerezza poetica. Spaziano dai temi più cari all'arte classica a profonde riflessioni sulla figura e sul corpo umano, da ispirazioni paesaggistiche a suggestioni oniriche, dagli universi esteriori a quelli interiori. Ogni pezzo prende spunto dalla realtà ma rapidamente perde con essa ogni legame, abbracciando ardite suggestioni formali e abbandonandosi a giochi di volumi, di pieni, di vuoti, di movimenti in cui si concretizza lentamente l'intimo significato voluto dall'artista.

La ricerca artistica ha portato Alessia non solo a dedicarsi a mostre personali e collettive, ma anche a dare vita a Stresa, insieme alla sorella Silvia ed al marito, al marchio “Oliva Jewelry Art”, che declina in tutte le sue possibili sfumature la gioielleria moderna e tradizionale, rileggendo l'idea classica di gioiello con la sua inconfondibile cifra stilistica. L'esito è un insieme di creazioni di suggestiva bellezza, in cui coesistono felicemente un design contemporaneo unico e inimitabile, una qualità tecnica d'eccezione e il tocco romantico proprio dell'artista.

 

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